Remo Manica
Il Coro Bianche Zime vuole ricordare il Direttore artistico e fondatore riproponendo una sua intervista a conclusione della sua attività di Mestro avvenuta nel 2000, un atto dovuto e doveroso di riconoscenza per tutta l’attività svolta in 40 anni.
Si affida al cronista il Maestro, chiudendosi nel silenzioso pensiero, dove non si indugia ma si riflette con lucidità, in una timidezza in cui traspaiono affetto e dedizione al coro Bianche Zime, quello che oltre la famiglia la più legato alla tradizione montanara, per il quale ha dedicato quarant’anni della sua esistenza, senza tremori, conscio che la passione era troppo grande da soddisfare.
Insieme ad Anselmo Calmasini, sono gli ultimi rimasti del gruppo fondatore della corale. Impensabile, ai giorni nostri, e encomiabili per l’impegno e la dedizione.
Le mie domande sono furtive quasi rispettose del suo carisma, dell’identità e dell’autenticità che quest’ uomo rappresenta per noi coristi, affascinati dalle sue mani danzanti, in un preludio di toccanti note che balenano su e giù dal pentagramma delle emozioni e delle sensazioni, scatenate dall’interpretazione personale dei brani.
Al primo quesito:come ha incominciato? Mi sento rispondere di essere stato contattato da Bepi Vinante soprattutto perché un gruppo di amici del Dopolavoro ferroviario di Rovereto voleva eseguire dei canti di montagna per pura passione. Infatti, continua il Maestro, mi trovai di fronte ad un coro da costruire interamente. Furono due anni intensi per lavoro, ma comunque efficaci nella ricerca di nuove voci, di un repertorio adatto nell’incognita di un futuro tutto da verificare.
Bolzano era lontana, nei sogni, nei progetti che illudevano i coristi così generosi di cantare, desiderosi di far educare la voce, ammaestrarla da un domatore, veloce, estremo conoscitore delle sottigliezze, dei rapporti tra coristi, sicuro del risultato anche perché nuovi validi rincalzi avevano portato ventata fresca e fruttuosa.
La meta altoatesina si annuncia nei puntuali e meticolosi preparativi: la seconda uscita ufficiale come corale partecipante ad un concorso per cori di montagna. Il risultato fu eccellente: primo premio e miglior divisa folkloristica.Il maestro Remo firma una delle più belle pagine scritte sulla storia del coro , iniziando una lunga carriera concertistica dove la musica ha fatto la sua parte, nell’ascolto, in quella vena dove ci si riconosce, ci si misura, in qualità, capacità, volontà decisionale.
E’ forse il ricordo più esemplificativo;dal nulla l’espressività, la tecnica, l’amalgama affiorano dalla sorgente della spontaneità e semplicità senza forzature, il coro è se stesso e l’immagine riflessa sintetizza un traguardo, un punto di partenza, un viatico da percorrere interamente.La lunga storia del coro ha sempre dimostrato questo.
Ora il discorso scivola sull’ attualità, sull’immagine che il Maestro ha del coro.Le parole a stillicidio riempiono la mia incessante voglia di conoscere e si soffermano su pochi ma essenziali concetti: il rendimento, la familiarità e il potenziale investito nei coristi.
L’essere comunque uniti nel canto e nell’amicizia prevalgono in quanto ingredienti fondamentali dell’insieme, dell’appartenere ad una associazione, legati ad un fine, ad un programma, che inesorabile segna cadenzato il tempo e i successi.
In questo quarantesimo anniversario, il Maestro lascia la direzione del Bianche Zime, ad Andrea Schelfi, il suo successore, aspetta il presente, la storia ricomincia come era iniziata, paradossalmente e anche realisticamente.
Ad un certo punto chiedo a bruciapelo le sensazioni che sta provando in questa sua decisione che nel conflitto interiore diventa voce della saggezza, della riflessione, affidando al pubblico e a noi coristi la completezza di un affetto senza confini perché nella musica si celebra il mondo nella meraviglia di un canto che abbraccia e che stupisce per la sua innocenza.
1961 – 1970 NASCITA DEL CORO E PRIMI SUCCESSI.
1961 – 1970 NASCITA DEL CORO E PRIMI SUCCESSI.
Fondazione.
Agli inizi degli anni ’60 alcuni amici ferrovieri, Lodovico Zoara, addetto alla biglietteria, Fausto Poggi, Capostazione, Dino Festi, Capo gestione merci ed il brigadiere della polizia ferroviaria Giuseppe Vinante, raccolgono con entusiasmo l’idea di costituire un coro di montagna in seno al Dopo Lavoro Ferroviario di Rovereto.
Questo bisogno di aggregazione nasce soprattutto per l’amicizia e l’amore per le montagne e per il canto e quale momento ricreativo dopo estenuanti ore di lavoro.
Due furono i problemi che dovettero subito affrontare: la necessità di trovare i coristi e il maestro che si occupasse della direzione.
Giuseppe Vinante si occupò del maestro avendo saputo tramite alcuni ferrovieri che a Nogaredo un giovane di nome Remo Manica fungeva da Vice maestro nel Coro locale Castelnuovo.
Messosi in contatto, a Manica fu offerta, previa sua disponibilità, la direzione di questo neo formato coro, lasciando allo stesso l’incarico di modellarlo a suo piacimento.
Dopo aver accettato questo importante impegno, cominciò subito a creare l’organico, vista la disponibilità del DLF di mettere a disposizione una sala del circolo dopolavoro in via Abetone, per le prove.
Era il 25 gennaio 1961, data di fondazione del “Coro Sociale Bianche Zime del Dopolavoro Ferroviario di Rovereto”.
Fatta la necessaria rassegna dei potenziali coristi, cominciò il duro lavoro di due anni di preparazione per organizzare il repertorio e debuttare in pubblico.
Fu nominato presidente, proprio per le sue capacità organizzative, sebbene le difficoltà lavorative fossero molte, Fausto Poggi.
I selezionati coristi che fecero parte dell’organico furono: Camillo Adami, Luciano Alovisi, Cesare Aste, Anselmo Calmasini, Bruno Calmasini, Berto Carotta, Graziano Della Valentina, Giovanni Farinati, Celestino Ferrari, Pio Francescani, Tullio Galassi, Rolando Galvagni, Gino Giacomoni, Silvino Giordani, Renato Gios, Giusto Manica, Luigi Miorandi, Giuseppe Nave, Luigi Pennazzato, Bruno Rossaro, Umberto Spagnoli, Gianni Tomasoni, Luigino Tomasoni, Pietro Vaccari, Mariano Veronesi, Giuseppe Vinante, Remo Zaccagnini, Lodovico Zoara, Sergio Zorrer,aldo Aldi, Paolino Conzatti, Walter Pucher.
Fu scelto come presentatore ufficiale del coro Enzo Pancheri ed in sua assenza Carla Moiola.
I primi successi.
Dopo alcune esibizioni pubbliche, dove il Coro acquistò subito simpatia e successo, nacque l’esigenza di confrontarsi con manifestazioni canore di un certo livello.
Il Maestro Remo Manica colse l’occasione di partecipare nel maggio del 1963, a Bolzano, al 7° Concorso Corale Regionale.
L’entrata del Coro Bianche Zime nel panorama musicale alpino non si fece attendere, infatti conquistò subito il 2° posto fra i cori di primo livello aggiudicandosi anche il trofeo quale 1° posto per la migliore divisa folkloristica (pantaloni alla zuava).
Quell’anno, grazie a quella meritata consacrazione, che coronava l’impegno e la maestria di due anni di sacrifici, fu ricco di inviti a concerti in varie località del Trentino. A ciò si aggiunga la prima ufficiale uscita del coro all’estero più precisamente in Austria nella cittadina di Innsbruck.
Ma anche il 1964, decisamente portò i frutti sperati soprattutto perché il coro aveva cominciato ad esprimere le sue qualità canore con sicurezza grazie alla costanza di tutti i coristi.
Il Bianche Zime si iscrive per la seconda volta al Concorso Regionale di Bolzano e raggiunge il 1° premio assoluto fra i cori di eccellenza fra i cori di prima e seconda categoria.
Nello stesso anno il coro partecipa al Concorso nazionale dei cori della montagna nella città di Lecco, organizzato dall’Elma – Aast di Lecco e Como dove si aggiudica il 2° posto su ventiquattro cori partecipanti.
Il 20 settembre 1964 il Bianche Zime è presente alla terza rassegna dei cori della montagna nella città di Adria: in tale sede viene conseguito il 5° posto più la medaglia d’oro per la miglior uniforme folkloristica offerta da “Il Gazzettino”.
Intanto alla presidenza, dopo le dimissioni di Fausto Poggi dovute al suo trasferimento in altro loco, viene eletto, come secondo presidente, Dino Festi.
La sua scelta fu legata soprattutto alla sua passione per la musica essendo anche un fisarmonicista dilettante ed amante del canto popolare.
Nel 1965 un’altra nota di prestigio va aggiunta al Coro Bianche Zime per il concerto tenuto in Sala Bossi del Conservatorio di Bologna, una benemerita riconoscenza dal pubblico che applaudì calorosamente la fine dell’esibizione.
Il 1966 è occasione per il coro Bianche Zime di creare e organizzare una propria rassegna nella città di Rovereto, presso il teatro Zandonai in collaborazione con ENAL Provinciale di Trento.
La rassegna fu certamente firmata dalla bravura di Pino Cestari, il quale mise a disposizione del Coro, per la costituzione della scenografia, tutta la sua professionalità in tanti anni di lavoro al centro di Cinecittà di Roma.
Avendo scelto la nostra città come luogo di residenza fu contattato e cercò di ispirare la rassegna soffermandosi in particolar modo sulle tematiche espresse dalle canzoni.
Un colore teatrale si aggiungeva alla canzone dando modo al pubblico di apprezzare l’armonia , l’ espressività.
Su questo palcoscenico cittadino, nel corso degli anni, la gente poté ascoltare cori di fama nazionale come i “Tre Pini di Padova”, le “Voci del Baldo di Verona”, il “Rosalpina di Bolzano”, il “CAI di Bologna”, la “Marmolada di Venezia”, la “SOSAT di Trento”, “l’ICAT di Treviglio”, il “Coro Monte Pasubio di Schio”.
Tale manifestazione divenne così importante ed apprezzata in quanto appuntamento annuale per tutte le corali provenienti dall’alta Italia.
Nel 1967 il Coro Bianche Zime partecipa ad un concorso internazionale dove si aggiudicherà il 12° posto.
Fu il trampolino di lancio che portò, nel 1968, lo stesso a cantare a Roma in un concerto al teatro Italia, invitato da Radio Campidoglio.
Anche in questa occasione il meritato successo sottolinea la qualità esecutiva e la sensibilità interpretativa del coro.
Altro avvenimento importante fu quello del concerto presso il Supercinema di Rovereto: era la prima volta che un coro di montagna si esibiva nella città della Quercia.
Il 1969 può considerarsi un periodo di stasi segnato da alcune defezioni di coristi che abbandonano la corale per svariati motivi.
Ciò nonostante il maestro Remo Manica ricerca nuovi elementi e non si perde d’animo mantenendo compatta e motivata la corale sicuro che essa si sarebbe ricomposta secondo lo spirito originario.
Tuttavia le uscite furono numerose sia in località del nostro territorio che fuori regione giungendo al 1970 dove il coro organizza l’annuale rassegna, più precisamente la quinta, insieme al Coro Ermes Grion di Monfalcone, al Monte Bianco di Genova e al Coro della Sosat di Trento.
1981 – 1990 “ITALIA CANTA”: IL NUOVO LP ED IL GEMELLAGGIO CON IL CORO DI REUTH.
1981.
Il 1981 si apre in aprile con la quindicesima Rassegna allo Zandonai che ha un significato particolare perché coincide con il ventesimo di fondazione.In tale occasione la corale cittadina inciderà il suo nuovo LP che corona un esperienza canora di tutto rispetto,visti i risultati a concorsi, ai concerti,numerosi in questi anni,segno di un continuo miglioramento, tecnico, interpretativo, una sperimentazione che coinvolge i coristi nel dare il massimo delle loro potenzialità, guidati sempre da Remo Manica, capace ti attingere sapientemente dal repertorio tradizionale, coinvolgendo il pubblico,o meglio, ricercando le armonie più apprezzate e ascoltate.
Alla serata sono invitati due corali di tutto rispetto: il coro”Gev”di Vicenza, coro”Genzianella”di Roncogno ( Valsugana) e il coro “La Faita” di Gavardo(Brescia).
Nel nostro archivio, i giornali regionali come L’Alto-Adige, rimarcano la manifestazione con queste parole: “ Il Bianche Zime si distingue, tra gli altri, per i geniali aggiornamenti e le nuove armonizzazioni e le rielaborazioni del tradizionale repertorio dei cori alpini, nell’intento di rendere tali canti il più possibile aderenti all’attuale tematica musicale riscoprendo antiche melodie di origine lagarina”.
Nell’ottobre dello stesso anno, il coro è presente alla VI Rassegna nazionali di canti della montagna organizzata dal Club Rodigino di Bolzano, in una serata al Teatro Haus der Kultur, in compagnia del ”Stella Alpina”di Rho (Milano), “Castel Bassa Atesina” e il “Montevenda” di Galziniano (Padova).
1982.
Nel 1982 in marzo grande evento per il coro ,infatti, festeggia i suoi vent’anni con l’ultima fatica musicale. Per l’occasione la corale presenta alla Filarmonica la sua nuova divisa che sullo stampo della prima ripresenta i pantaloni alla zuava in una tonalità tra il blu e il grigio.
Sono presenti i rappresentanti di tutta la coralità trentina con il Presidente della federazione Cori del Trentino, Giorgio Cogoli, e del segretario Mario Pontalti.
I festeggiamenti avvengono in ritardo rispetto alla data originaria di fondazione per il preciso motivo di aprire con un concerto tutto proprio prima di offrire a tutta la cittadinanza la tradizionale rassegna, divenuto un punto fisso nella programmazione del Bianche Zime, soprattutto concernente la sua attività musicale in città.
I brani proposti e incisi furono attinti dalla tradizione alpina con nuovi pezzi armonizzati da alcuni amici e collaboratori del coro come i maestri: Gianni Caracristi e Ezio Michelotti, insieme a personalità sempre più di spicco nella coralità trentina, come Camillo Moser.
…” Parlare poi di valori tecnici (fusione, intonazione, dinamica) non serve visto che sono punti fermi nella professionalità del coro “(Alto-Adige,14 marzo 1982).
Durante la serata vengono festeggiati due coristi, soci fondatori, componenti del nucleo originario: “Vico” Zoara e Bepi Vinante, ai quali viene data una targa coniata da Mastro 7, su un idea di Pio Belli.
La manifestazione si chiude con un augurio preciso : ”ritrovarsi ancora tra vent’anni con la solidità di un’esperienza ancor più matura, insieme con la freschezza di chi sembra aver appena imboccata questa strada” (dal medesimo articolo citato poc’anzi).
Dopo il concerto commemorativo il coro Bianche Zime vive una serata indimenticabile ( aprile, 1982) nella propria sede, con il regista tedesco Richard Angst, che aveva assistito al concerto commemorativo restandone impressionato per la bravura esecutiva. Con lo stesso Presidente parla di una possibile tournée del coro a Berlino.
1983.
Evento significativo del 1983 è ancora la Rassegna organizzata dalla corale al teatro Zandonai, la diciassettesima, dove si esibiranno il coro “Mottarona” di Omega, il coro “Martinella”di Serrada, il coro “Brigata Alpina Orobica”.
1984.
Il 1984 è da ricordare perché costituisce una svolta per ciò che concerne la rassegna organizzata dal Bianche Zime, infatti la diciottesima si apre con un titolo del tutto nuovo ed esplorativo: “ Italia Canta “.
La manifestazione così intitolata, puntualizza come la corale sia decisa ad allargare le frontiere del canto non più e solo espressione della cultura locale e regionale ,ma nel popolare andare alla ricerca di ensemble che manifestino, nella musica, nella danza, tutto quello che viene chiamato tradizione, in poche parole portare a Rovereto corali o gruppi folcloristici provenienti da tutta Italia.Oseremo dire impresa ardua e faticosa , soprattutto per il dispendio di denaro, gli sponsor seppur cercati si dimostrano con l’ andar del tempo non continuativi, ecco che, allora, quell’anno manifesta una proposta che merita rispetto anche se dal punto di vista della organizzazione le incognite per il futuro potrebbero essere tangibili, veritiere.
Come sempre la direzione del coro azzecca nell’impresa, invitando allo Zandonai due gruppi: il coro “Idica” proveniente da Elusone in Val Seriana, dal Piemonte, più precisamente da Pinerolo, la Badia corale Val Chisone, una formazione corale- strumentale che rappresenta una delle testimonianze più interessanti sulla ricerca etnomusicologica nell’ area piemontese.
Un vero successo di pubblico e di consensi.
Nel giugno dello stesso anno il coro del Dopo-lavoro ferroviario partecipa ad un incontro internazionale tenuto in Germania in occasione delle “Feste di Primavera” organizzate dalla città di Reutlingen che ogni anno invitava una città diversa della Regione Baden Wurttenberg.
Il Bianche Zime oltre ad esibirsi in concerti getta le basi per un gemellaggio culturale e folkloristico fra le due città.
Inoltre si trasferisce a Stoccarda e in un concerto per il Comune di Denkendorf, la corale entra in contatto con la locale sezione dei trentini nel mondo, intessendo un particolare rapporto di amicizia con i compaesani emigrati in Germania.
Una solidarietà espressa in modo sentito da tutti i coristi nei confronti di gente che apprezza seppur da lontano le nostre canzoni.
Arriviamo al dicembre 1984 dove il coro si trasferisce a Verona con il suo concerto natalizio, inaugurando nella stessa città Scaligera le famose “beganate” che porta il coro a cantare di portone in portone nel centro storico della città.
Il coro conclude così un anno ricco di soddisfazioni in quanto la nostra associazione non tralascia mai il suo bagaglio didattico e tecnico andando alla ricerca di canti popolari italiani e francesi del 1400-1500.Lo stesso vicepresidente Pio Belli afferma questa necessità di sperimentare, di non accontentarsi mai: “….Noi sentiamo il desiderio di evoluzione,sia perché ormai di manifestazioni come le rassegne, se ne sono create tante, ma soprattutto perché riteniamo che il merito di un coro non stia nella tecnica o nel perfezionismo ma stia nell’espressività più che nella precisione d’esecuzione.Per noi è una ricerca di rinnovo continua “ (Adige 21.01.1984).
1985.
Il 1985 si apre con eventi significativi che riportano il coro in terra di Germania ospite di Reutlingen, per la settimana italo-tedesca, con una serie di apprezzati e applauditi concerti.
E’ la seconda volta che il coro si reca in questa città proprio perché nel primo incontro la corale aveva suscitato apprezzamenti e stima dal pubblico e dai giornali tedeschi.
Anzi il coro si è creato perfino dei fans tedeschi che li ha accompagnati per tutto il tempo del suo soggiorno.
Si ribadisce l’efficacia del canto popolare in una splendida cornice di sodalizio e di comunione tra Italia e Germania, presupponendo in tale occasione una possibile trasferta in Inghilterra a Stockton che impegnerà il coro successivamente a raccogliere fondi per questa prestigiosa trasferta.
L’indiscutibile importanza è la seconda edizione di “Italia Canta”.
In questa manifestazione di rinnovata formulazione partecipano il coro “Montasio”, del circolo ricreativo “Julia” di Trieste ed il coro di Montecastello, “Neviano Arduini” di Parma.
I cori ebbero ad eseguire brani tratti dai loro migliori repertori.
Dal punto di vista della solidarietà nel dicembre 1985 il coro partecipa all’interno del carcere roveretano ad un concerto promosso a favore dei carcerati che riscosse consenso dei reclusi e del personale di custodia.
In questo stesso anno nasce ufficialmente l’invito della città inglese di Stockton, famosa nel settecento per l’ invenzione del fiammifero da striscio.
L’intervento del coro in terra anglosassone è nato in seguito al lavoro e alle trattative di David Wilkinson, esponente della Oxford Bridge School di Rovereto.
Accanto alla manifestazione musicale si avvia un importante progetto di studio-viaggio per sei giovani studenti roveretani che potranno imparare la lingua e le abitudini della gente d’oltre Manica.
Il coro partecipa, inoltre, nella sala consigliare alla benemerita consegna da parte del Sindaco Michelini di un premio destinato a Sergio Martini per esprimere la soddisfazione per la sua spedizione sul Makalù.
La corale è invitata in Austria con una serie di concerti in un importante trasferta a Zwette dove riscuote notevole successo nelle sue esibizioni nelle chiese locali e nel castello adiacente la città e perché in tale luogo, tramite un’importante agenzia viennese, si gettano le basi per una probabile tournèe in terra magiara.
Ma l’attività del Bianche Zime non si arresta : è presente a Trento all’Auditorium Santa Chiara, per il concorso internazionale di armonizzazione del Canto popolare trentino, e per la composizione di un canto originale di ispirazione popolare bandito dalla federazione cori del Trentino.
Con il 1984 comincia la presenza del coro all’ultima seduta dell’anno al consiglio comunale di Rovereto, portando il suo saluto augurale di buon Natale e idealmente, attraverso lo stesso, anche a tutta la cittadinanza di Rovereto.
Una presenza costante divenuta negli anni, seppur con sindaci diversi, gradita tanto da farne un appuntamento fisso.
Per espressa iniziativa di alcuni coristi il coro partecipa alla Messa di Mezzanotte (Natale 1985) nella chiesa parrocchiale di S. Maria.
Un’iniziativa questa che la gente richiede quasi alla corale, esigenza di ascoltare le dolci melodie che il Bianche Zime propone ogni. anno per la festività più importante della cristianità.
1986.
Nel 1986 giunge la ventesima edizione di “Italia Canta”, storia del canto popolare.
Sono ormai venti anni Che il coro Bianche Zime calca il palcoscenico cittadino proponendo sempre il meglio del suo repertorio.
E’ dal 1984 che cerca, attingendo da tutto il territorio italiano, corali capaci di presentare un ricco studio di canzoni che rappresentino la storia della propria terra, e che suscitino non soltanto prestigio ma capacità di andare al fondo delle origini del canto popolare.
Due cori che partecipano uno accanto all’altro, con le proprie esperienze canore, è la volta del coro “Monte Cauriol”, annoverato come corale storica perché ha fatto proprio il messaggio della SAT con un suo delicato stile esecutivo.
Una manifestazione che come le altre diventa stimolante non solo per gli appassionati ma tra coloro che vogliono ricercare con indubbia storicità le pagine più belle del canto della penisola italiana.
E’ l’anno del viaggio più lungo, più sperato: il Bianche Zime approda in Gran Bretagna.
Qui vi parteciperà al “Cleveland Inter Tie” Festival mondiale di musica corale e polifonica a Stockton on Tees.
Rappresentanti per l’Italia, Rovereto e Bari.
Un’occasione irripetibile per il coro soprattutto per l’eco di diffusione che le sue canzoni ebbero oltre l’arco alpino, un confronto e uno stimolo per tutta la coralità trentina.
Alla manifestazione, articolata in vari concerti i teatri e spazi all’aperto, prendono parte circa 1.500 artisti provenienti da 50 paesi diversi.
Nasce un sodalizio tra la città della quercia ed il consolato Britannico con sede a Milano.
Nel dicembre di questo stesso anno, presso la sala della Filarmonica di Rovereto il Bianche Zime festeggia i suoi 25 anni di vita dove si menziona l’intenzione di incidere il secondo LP che verrà ufficialmente presentato durante tale manifestazione.
1987.
In gennaio del 1987 il coro presenta il suo nuovo LP ricco di dodici brani nei quali sono racchiuse le tappe più importanti della sua venticinquennale attività.
Per l’occasione il coro festeggia i suoi componenti nei soci fondatori rimasti sin qui dal 1961, e più precisamente il Maestro Remo Manica, Lodovico Zoara, Bepi Vinante oltre ad Anselmo Calmasini e Gianni Farinati.
Un caloro plauso va al Presidente onorario del coro, Dino Festi, il quale ha passato le consegne al nuovo Presidente Silvano Filagrana.
Lo stesso presentatore da 25 anni è Enzo Pancheri al quale i coristi rivolgono un grazie pieno di affetto e di simpatia con un bel riconoscimento.
Sono presenti alla serata i rappresentanti della cultura provinciale, dott. Tarcisio Andreolli, e il vice-Sindaco di Rovereto, prof. Basile.
La presentazione ufficiale del disco viene affidata al maestro Basilio Mosca che cura i commenti dei brani sia a livello di contenuti sia musicali.
Un momento di convivio anche per la presenza dei maestri Gianni Caracristi e Pino Angeli.
In Tale occasione gli sponsor ufficiali della serata sono la gelateria Bologna di Mori e la fioreria Calliari di Volano.
Il coro partecipa inoltre al concerto di gala al concorso organizzato dalla Federazione Cori del Trentino che si avvaleva di una giuria internazionale che scelse i pezzi d’obbligo e che premiò non solo gli organizzatori ma segnalò lodevolmente alcune corali come quella del Bianche Zime.
1988.
Il 1988 è da considerarsi un anno di transizione dove il coro ospita corali tedesche di cui aveva fatto amicizia nelle precedenti uscite.
Infatti su invito del coro Bianche Zime troviamo nella città della quercia la corale “Elseyer – Nahmer Mannechor” proveniente da una cittadina sulla Lenne (Germania).
Un momento di incontro e di fratellanza segnate dalla visita alla Campana dei Caduti, all’Ossario a Castel Dante per poi raggiungere il Lago di Garda.
Tale coro tedesco rimase colpito dall’accoglienza ricevuta e dalle bellezze naturali del paesaggio ed artistiche della nostra città.
1989.
Il 1989 è ricordato da tutti i coristi da un importante gemellaggio con la città di Forchheim ed il suo coro di “Reuth”.
Ad aprire questa nuova importante avventura musicale è il Bianche Zime, il quale getta letteralmente un “ponte” di amicizia con i suoi canti offrendo a tutti i presenti le profonde emozioni del canto alpino.
Non solamente le due corali si trovano unite ma gli stessi comuni delle due città che ribadiscono attraverso un atto ufficiale di sottoscrizione un gemellaggio che continua sino ai giorni nostri.
In tale documento si sottolinea la volontà di promuovere in particolar modo gli scambi culturali, di promulgare azioni comuni per favorire lo sviluppo e la pace fra i popoli, creare uno scambio fruttuoso di esperienza e di pari opportunità fra associazioni ed organizzazioni delle due città dando un contributo forte ad una Europa unita nella libertà e nella pace.
1990.
Tale connubio si realizza con uno scambio di visite tra il coro maschile di Forchheim ed il Bianche Zime questa volta nella cornice della città della Quercia.
Gli ospiti Germanici hanno avuto così modo di conoscere Rovereto, la Val Lagarina ed il Trentino.
I due complessi corali si sono riuniti in un bel concerto organizzato al Palacongressi di Riva del Garda.
Tale visita costituisce un passo determinante per dare continuità al gemellaggio con la finalità di confrontare idee e tradizioni e stili canori diversi.
Il 1990 si chiude espressamente con un importante esibizione del coro Bianche Zime in occasione dei canti natalizi in Roma, presenziando non solo al concerto tenuto all’Auditorium S. Giovanni Bosco ma anche presenziando ad una manifestazione patrocinata dalla presidenza del Consiglio dei Ministri e dal Comune di Roma.
Il coro è inoltre presente con il suo “Signore delle Cime” esecuzione ripresa dalle reti nazionali in mondo visione, in occasione dell’Angelus del Santo Padre Papa Giovanni Paolo II.
La corale inoltre si è esibita in alcuni locali di Roma e di Frascati.
Nel ritorno, il coro ha sostato ad Assisi, dove nella Basilica Inferiore di S. Francesco, ha accompagnato con le sue canzoni la Santa Messa.
Una trasferta che al di là del successo ottenuto, ha costituito un veicolo per allacciare rapporti canori e per rinsaldare l’amicizia fra cantori ed accompagnatori, amicizia per cui il Bianche Zime è particolarmente conosciuto.